Come nasce il Viaggio - Maruzzella

Come nasce il Viaggio - Maruzzella

Tra le numerose produzioni di Bonagura si annovera anche questo splendido brano del 1954, una supplica da parte di un fidanzato in preda a pene d’amore che “lambisce e travolge orecchie e cuore di qualunque ascoltatore. Etimologicamente il titolo viene dalla napoletana maruzza, una lumaca di mare (in questo caso piccola) che potrebbe richiamare una riccia ciocca di capelli dell’innamorata, attorcigliata a forma di guscio. Ma è molto più probabile che, mentre Renato Carosone componeva le musiche, Bonagura dedicasse le parole di questo brano a sua moglie Marisa, da cui il diminutivo Maruzzella.

Ma ci piace pensare che l’autore volesse comprendere all’interno di questo nome tutti i significati possibili, tra i quali ovviamente questo amore così grande da rappresentare l’interezza della sua vita. Un amore desiderato e spesso sfuggente, così come le onde, che con la sua “volontà increspata e insondabile” riusciva con un solo bacio ad “addolcire o avvelenare l’uomo allo stesso tempo. Il tutto si traduce in un forte sbilanciamento nella relazione, un’asimmetria evidente fin dalla prima strofa [1].

Gli stessi sentimenti e movimenti d’animo sembrano aver mosso anche Carosone nella scelta del tema musicale, una sinfonia struggente ed estremamente romantica per la sua Italia Levidi che si basa su un amabile ritmo di beguine, a loro volta fortissimi richiami ad una sonorità mediterranea e mediorientale [2].

Questa declinazione musicale, questa spinta accentratrice, noi l’abbiamo ritrovata nella capacità sonora della rumba, un incrocio di ritmi spagnoli e africani. Nonostante sia nata formalmente a Cuba con l’abolizione della schiavitù del 1878, quando gli ex schiavi hanno cominciato a migrare dalle campagne alle degradate periferie dei centri urbani in cerca di riscatto, questo genere prende origine dalla mescolanza di ritmi africani con le nuove sovrastrutture culturali dei coloni, e viene eseguita quindi con strumenti d’occasione, recuperati da altri contesti, come ad esempio le maracas (zucche vuote riempite di sassi), i tamburi (un qualsiasi cassone vuoto) e claves (due bastoncini di legno) [3].

Proprio per queste premesse quella che abbiamo individuato come variabile “contaminante” della nostra Maruzzella è una rumba gitana del sud della Francia, al confine con la Spagna. Il titolo del brano è Misirlou e risale ad un anonimo della Grecia del 700, nonostante abbia raggiunto probabilmente l’apice del suo successo grasse alla rivisitazione che ha deciso di utilizzare il regista hollywoodiano Quentin Tarantino per il suo capolavoro Pulp Fiction.

La sua genesi la si ritrova nel greco Misirlou (Μισιρλού), sostantivo femminile di Misirlis (Μισιρλής), entrambi rimandanti dalla parola turca Mısırlı. Questa, a sua volta, deriva da “Mısır (Egitto, derivato dall'arabo مصر, Miṣr) con suffisso -lı, così a formare Mısırlı, che letteralmente significa egiziano" [4]. Nello specifico, quindi, il significato della parola dovrebbe essere donna egiziana (o più genericamente donna di religione islamica), che infatti rappresenta la figura di cui il cantante è innamorato.

In questo rapporto d’amore noi abbiamo voluto ritrovarci lo stesso profetizzato da Bonagura, ed è così che l’accostamento ci è venuto così naturale da generare questo speciale sincretismo che speriamo apprezzerete ai nostri concerti.

 

[1] Storia di "Maruzzella": chi era la donna cantata da Carosone?, Domenico Ascione, Vesuviolive.it

[2] Maruzzella, Wikipedia

[3] Rumba, Wikipedia

[4] Misirlou, Wikipedia

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